Stonehenge, Glastonbury, Bath (passando per Chalice Well) in un giorno

//Stonehenge, Glastonbury, Bath (passando per Chalice Well) in un giorno

Una singolare giornata tra storia, mito e avvenenza a circa 200 km da Londra.

Cronaca (imprecisa) di un itinerario improvvisato. Partenza dalla stazione di Paddington e arrivo a Castle Cary dove ci aspettava Sir David, nostro autista personale per un giorno, dal portamento “so British..” e un’eleganza che ci ha accompagnati per tutto il tempo. Essendo in cinque si è optato per un’organizzazione autonoma del viaggio e ripartendo le spese, il costo è risultato irrisorio.  Per chi volesse seguire i tour organizzati, questi partono tutti i giorni, da Londra, da aprile a settembre e due volte a settimana da ottobre a marzo. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Non dimenticherò mai la prima volta che ho visto Stonehenge, con le sue rocce monolitiche che s’innalzano contro l’orizzonte sulla piana di Salisbury. Trovarsi di fronte a uno dei siti archeologici più conosciuti al mondo non può non lasciarti senza fiato. Esistono tante teorie sulla misteriosa formazione di rocce: luogo di culto religioso? Orologio astronomico? Ognuno è libero di farsi la propria idea in merito visto che la sua vera funzione rimane a tutt’oggi un mistero. L’unica cosa certa è che in questo luogo le energie della terra sono molto potenti.

L’ingresso al sito archeologico offre la possibilità di approfondire la conoscenza di questo sito misterioso, a confine tra storia e leggenda. Le guide audio multilingue sono dettagliate e permettono di seguire l’evoluzione di Stonehenge dalle sue origini al suo assestamento finale.

A me piace pensare alla leggenda, che vuole Stonehenge il luogo di culto per i Druidi, che lo usavano per celebrare riti e pregare.

Il sito, costruito in diverse fasi tra il 3000 e il 1600 aC sorge in allineamento ai punti astrali in cui tramonta il sole nel solstizio d’inverno e in cui sorge il sole nel solstizio d’estate. Dal 1986 Patrimonio dell’Umanità, è fonte di ispirazione e di attrattiva per molti, e per altrettanti un luogo di venerazione.

Ed ecco Glastonbury Tor, che in celtico significa collina conica e su cui ancora sorge la St. Michael’s Tower, i resti dell’antica Chiesa distrutta da un terremoto nel 1275 . Secondo la leggenda è qui che Re Artù fu portato ferito a morte. La collina si trova esattamente sulla Michael Ley Line, la linea di energia. Le Ley lines – linee temporanee, sono linee rette, larghe due metri ed equidistanti tra loro, che percorrerebbero l’intera superficie terrestre, incrociandosi in modo da formare una rete. Queste linee porrebbero in connessione tutti i luoghi sacri, concentrando le energie della terra per poi ripartirle equamente sul pianeta. Da qui hanno origine molte leggende: quella della porta di un altro mondo, della mitica Avalon,  del  Sacro Graal, delle due sorgenti miracolose, e della White Spring e la Red Spring di Chalice Well. Sempre qui si trova  la scritta ‘Hic jacet sepultus Arthurus rex inclitus in insula Avalonia‘, ‘Qui giace sepolto il famoso re Artù sull’ Isola di Avalon‘. Appunti storici raccontano di una Glastonbury circondata da paludi che vide l’arrivo dei primi cristiani nel 705. Sembra che Giuseppe d’Arimatea visitò Glastonbury insieme a Gesù ancora fanciullo, e vi fece poi ritorno dopo la morte di Cristo per fondare la prima chiesa cristiana e custodire il Graal. Vicino alla collina dove appoggiò il bastone per pregare germogliò il “ biancospino di Glastonbury”, che ancora oggi fiorisce.

Difficile distinguere tra storia e leggenda in questo luogo impregnato di antiche memorie e rituali. Gli abitanti sono affascinanti quanto le fate, gli gnomi e i simboli magici che sembrano chiamarti dalle vetrine eccellentemente allestite.

Un’atmosfera di magia e mistero..che lasciamo per dirigerci alla volta di Bath, ultima tappa di questo itinerario.

Bath, dal 1987 Patrimonio dell’Umanità, piccola e dunque facilmente visitabile in poche ore. È stata fondata 2800 anni fa dal padre di Re Lear, che poi ispirò l’opera di Shakespeare.  I romani amavano così tanto Bath che ci costruirono un complesso termale.

Bath è dunque terme romane, elemento rappresentativo della città. Si tratta di terme di epoca romana che rimangono come museo e non ci si può nuotare. L’acqua di Bath era considerata salutare e chi visitava la città era incoraggiato a berne 4 o 5 litri al giorno.

La magnifica cattedrale medievale si trova proprio a pochi minuti di strada dalle terme. La piazza di fronte alla cattedrale accoglie artisti di strada in estate e mercatini natalizi in inverno. Le cose da vedere a Bath sono la Royal Crescent una fila curva di case lunga 150 metri che è diventato il simbolo della città e il museo, molto turistico, Jane Austen Centre. L’itinerario termina qui, alla stazione di Bath, con un saluto a Sir David. Ce ne andiamo con tante domande che non avranno mai risposte, e quest’assenza di risposte inspiegabilmente ci appaga. Forse accade quando si entra in contatto con uno dei luoghi più misteriosi al mondo

 

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